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Il silo Project Car nato
grazie allo studio specifico degli impianti di trattamento
rifiuti, rappresenta la soluzione al sempre più evidente
problema della continuità di esercizio degli impianti stessi,
in quanto l’allontanamento delle due o tre frazioni ottenute
comporta condizionamenti al regolare processo operativo. Project Car ha sviluppato un silo dinamico di forma prismatica
composto a moduli sia verticali che longitudinali, partendo da
una cubatura utile minima di 50 mc. sino ad una cubatura
massima di 500 mc, appoggiato a terra. Il caricamento del silo
è attuato mediante un trasportatore elevatore a catene e
traversine raschianti (tipo Readler). In parallelo al centro
del tetto del silo è stato posizionato un trasportatore a
catene e traversine raschianti privo di fondo, in quanto lo
stesso è costituito dal materiale in accumulo. Il fondo del
silo è mobile a settori sovrapposti, nella versione a capacità
minima se ne prevedono due: uno di alimentazione e uno di
estrazione, ma possono essere applicati più settori centrali
al fine di ottenere la cubatura necessaria. Il fondo mobile è
azionato da cilindri oleodinamici alimentati da una centralina
a bordo silo che è utilizzata anche per l’azionamento della
paratia in fase di carico veicoli. Sulla testata di estrazione
è stata prevista una coppa con tramoggia per convogliare il
materiale sui veicoli sottostanti. Nella coppa vi è la paratia
a ghigliottina apribile solo per la fase di carico dei
veicoli. L’operazione di caricamento dei veicoli produce
spazio all’interno del silo, i controlli di livello attraverso
PLC azionano i settori del fondo mobile e il rifiuto si sposta
verso la zona di estrazione, permettendo così un regolare
flusso del rifiuto in entrata e in uscita. Il silo poggia su
gambe di sostegno, la parte inferiore è pertanto a oltre 4
metri dal livello terreno permettendo così l’accesso dei
veicoli al carico. |